Nouvelle Vague
| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, Biografico, Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Al cinema | 7 sale cinematografiche |
| Regia di | Richard Linklater |
| Attori | Guillaume Marbeck, Zoey Deutch, Aubry Dullin, Alix Bénézech, Côme Thieulin Paolo Luka Noé, Nicolas Dozol, Tom Novembre, Jade Phan-Gia, Blaise Pettebone, Adrien Rouyard, Matthieu Penchinat, Jean-Jacques Le Vessier, Bruno Dreyfurst, Laurent Mothe, Pauline Belle, Frank Cicurel, Benoît Bouthors, Aurélien Lorgnier, Jeanne Arènes, Cosima Bevernaege, Pierre-François Garel, Iliana Zabeth, Baptiste Roussillon. |
| Uscita | giovedì 5 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Lucky Red, Bim Distribuzione |
1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo e trova l’aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà Fino all’ultimo respiro, film-simbolo della nouvelle vague, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema.
La cinefilia di Linklater, onnivora e maniacale, è d’altronde stata la spinta primigenia del suo debutto da regista indipendente, e il nostro se ne ricorda nel ritratto di un altro esordio, quello prototipale e indimenticabile di Godard con Fino all’ultimo respiro, delizia di ogni film buff degno di questo nome. Girando per la prima volta in francese e con un cast quasi interamente transalpino, Linklater si dimostra a suo agio nel vestire i panni del narratore asettico, interessato innanzitutto a intrattenere, con garbo e humour, senza mai pontificare.
La ricostruzione dell’atmosfera di quegli anni è meticolosa e irripetibile, rispettosa della materia trattata ma umile nell’approccio, senza voler inseguire discorsi concettuali o sperimentalismi, come sarebbe potuto avvenire nelle mani di uno dei molti emuli di Godard, che del maestro hanno ereditato solo l’egocentrismo. Linklater passa in rassegna i volti noti e meno noti di quel mondo – Claude Chabrol, François Truffaut, Jacques Rivette, Robert Bresson, Agnès Varda, fino a Rossellini, Bresson e Melville – affidandone il ruolo ad attori poco conosciuti e talentuosi, che insistono sulla mimesi interpretativa senza mai eccedere.

